Elettrico, un mercato da costruire: intervista a Raffaele Papalia, Delegato Nazionale AICMOTO per lo Sviluppo della Mobilità Elettrica e l'Innovazione della Rete

26/08/2026
Soci aicmoto papalia

Con la recente nascita della nuova area strategica dedicata ai veicoli elettrici, AICMOTO compie un passo concreto verso un segmento che oggi vale ancora forse poco in termini di volumi, ma che rappresenta una delle sfide più aperte e interessanti per i concessionari.

A guidarla come Delegato Nazionale AICMOTO per lo Sviluppo della Mobilità Elettrica e l'Innovazione della Rete è Raffaele Papalia, tra i primi ad aver scommesso sull'elettrico quando ancora non era un mercato strutturato.

Continuiamo così il ciclo di interviste a soci e partner dell’Associazione dando voce a chi vive il settore da dentro. A Raffaele abbiamo posto tre domande. 

Raccontaci brevemente il tuo percorso: come sei arrivato al mondo delle due ruote e cosa ti ha spinto a puntare esclusivamente sull'elettrico, fino a diventare oggi un punto di riferimento per questo segmento?

«Il mio percorso nel mondo delle due ruote inizia circa cinque anni fa, mentre studiavo Ingegneria Informatica. Mi sono avvicinato quasi per gioco a un'azienda attiva nella vendita di veicoli elettrici, senza immaginare che sarebbe diventato molto più di un'esperienza occasionale. La passione è cresciuta giorno dopo giorno, portandomi a ricoprire ruoli sempre diversi e a capire a fondo come nasce, si struttura e si gestisce un'azienda. È stata proprio quell'esperienza a convincermi che potevo fare di più, spingendomi ad avviare le mie attività. 

La scelta di puntare esclusivamente sull'elettrico nasce da un'analisi delle reali potenzialità di questi veicoli, confrontate con quanto già osservato nel mercato europeo: da lì ho capito che il consumatore finale era pronto. A convincermi ha contribuito NIU, un brand capace di accompagnarmi in modo concreto lungo tutto il percorso, fino a diventare oggi un punto di riferimento per il segmento.» 

Guardando al mercato dell'elettrico, quali sono le esigenze più concrete e forse più trascurate dei concessionari che vendono solo mezzi a batteria in questo momento, e in che modo AICMOTO può fare davvero la differenza per loro?

«Oggi l'elettrico è ancora una quota contenuta rispetto al termico, tra il 3 e il 5% del totale due ruote. Proprio per questo è un mercato tutto da costruire, o da costruire meglio: mancano le fondamenta che nel termico diamo per scontate. Il primo problema è la gestione delle batterie a 360 gradi: formazione tecnica del personale, capacità di riparazione, smaltimento a fine vita. Pochi dealer oggi sono davvero attrezzati.

Il secondo nodo è l'assenza di una vera catena di valore del veicolo elettrico, capace di accompagnarlo per tutta la vita utile. Senza, è difficile costruire un mercato dell'usato, che nel termico è da sempre una delle principali fonti di margine. A completare il quadro, gli ecoincentivi statali: quando non sono chiari, stabili e prevedibili, complicano la pianificazione commerciale.

È qui che AICMOTO fa la differenza: analizzando i problemi e affiancando i dealer nel rafforzare il mercato della mobilità elettrica. Le convenzioni già attive per il termico possono essere estese all'elettrico, a disposizione di chi opera solo su questi mezzi. E le figure professionali già presenti in associazione sono una risorsa concreta di confronto reciproco.» 

Cosa rappresenta per te questa nomina e quali obiettivi ti sei dato per il tuo mandato come referente dei concessionari elettrici?

«Questa nomina rappresenta per me la possibilità di trasformare un'intuizione personale, quella di essermi buttato nel settore elettrico quando ancora non era un mercato strutturato, in un progetto collettivo, a beneficio di tutti i dealer del settore, per crescere insieme.

Tra gli obiettivi che mi sono posto per il mandato c'è, in primo luogo, quello di individuare con precisione i problemi che oggi frenano i concessionari per l'elettrico, portarli su un tavolo di confronto comune e lavorare concretamente per risolverli. A questo si affianca l'impegno di portare la voce dei dealer elettrici nei tavoli istituzionali, affinché le loro esigenze specifiche trovino finalmente ascolto e rappresentanza.

Il mio auspicio è che, grazie ad AICMOTO, si possano gettare le fondamenta per costruire, meglio e insieme, il futuro della mobilità elettrica in Italia.»

L'elettrico è un mercato da costruire, e si costruisce meglio insieme. Se operi nel settore e vuoi far parte di un progetto collettivo che porta la voce dei dealer nei tavoli che contano... Associati ora!