Cinque aziende, quattordici mandati, un'Associazione: parla Stefano Buscaroli

20/08/2026
Soci aicmoto buscaroli

Un’associazione dei concessionari moto in Italia non era mai esistita. A fondarla sono stati nove imprenditori con storie molto diverse alle spalle, chi con un monomandato, chi con gruppi strutturati da decine di dipendenti, uniti dalla convinzione che questo mestiere avesse bisogno di un punto di riferimento comune, capace di trasformare esigenze condivise in iniziative concrete.

Abbiamo posto a ciascuno di loro le stesse cinque domande. Le risposte compongono, uscita dopo uscita, un ritratto del mercato moto italiano nel 2026 visto da chi lo vive dal lato della rete.

Questa volta risponde Stefano Buscaroli, alla guida di Buscaroli Moto, un gruppo nato nel 1963 e cresciuto fino a cinque aziende tra Bologna e Ravenna.

Da quanti anni siete concessionari e com'è nata l'attività?

«L'azienda nasce nel 1963 grazie a Pietro Buscaroli, come Motorfelsinea, concessionaria Piaggio. Da lì si è sviluppata fino a diventare un gruppo di cinque aziende - MotorBO, Cesari, Gilpi, Dream Bike, Motorfelsinea - con mandati per i brand Yamaha, Honda, BMW, Gruppo Piaggio, Benelli, Kove, Fantic Motor, Kawasaki, Suzuki, Zontes, Beta, KTM, Husqvarna. Oggi siamo 105 dipendenti, con sedi tra Bologna e Ravenna.» 

Com'è cambiato il vostro modo di lavorare negli ultimi anni?

«Ci siamo digitalizzati nei processi e specializzati nei servizi di settore: abbiamo costituito un'agenzia pratiche interna, una logistica per la distribuzione dei veicoli e un centro distribuzione ricambi che opera per le aziende del gruppo e per la clientela professionale del Nord Italia.» 

Qual è la sfida maggiore per un concessionario moto nel 2026?

«Organizzarsi per rendere più automatici e strutturati processi sempre più complessi.»

Cosa significa per voi far parte di AICMOTO?

«È un'associazione indispensabile: supporta l'attività delle concessionarie fornendo servizi, condividendo informazioni su argomenti di comune interesse, rappresentandoci nelle sedi istituzionali e in quelle commerciali con le case madri, mettendo in comune investimenti che difficilmente il singolo concessionario potrebbe sostenere da solo. E molto altro che verrà.» 

Un consiglio per chi si affaccia oggi a questo mestiere?

«Chi affronta questo mestiere deve sapere che è indispensabile prepararsi e formarsi bene in tutte le aree dell'attività, per diventare un imprenditore e non solo un venditore, con un probabile destino a vita breve.» 

Nella prossima uscita daremo voce a un altro socio fondatore. Non sei ancora socio?

Rappresentanza davanti alle case madri e alle istituzioni, servizi negoziati per la rete, investimenti condivisi che il singolo concessionario difficilmente sosterrebbe da solo: è quello che Buscaroli definisce indispensabile, ed è il motivo per cui AICMOTO esiste.

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