Le voci di chi ha fondato AICMOTO: si comincia da Mirko Bosetti

Prima di essere un’associazione, AICMOTO è stata un’intuizione condivisa da un gruppo di imprenditori che hanno messo sul tavolo esperienze diverse e la stessa convinzione: che il settore avesse bisogno di un punto di riferimento capace di trasformare esigenze comuni in progetti e strumenti concreti.
Abbiamo chiesto a ognuno dei soci fondatori di rispondere alle stesse cinque domande. Ne esce il racconto di cosa significhi essere concessionario nel mercato moto italiano nel 2026, e del motivo per cui hanno deciso di fondare insieme la prima associazione della categoria.
Si comincia da Mirko Bosetti di Ducati Verona, Ducati Mantova e Ducati Bolzano. E, inoltre, vicepresidente AICMOTO.
Da quanti anni siete concessionari e com'è nata l'attività?
«Ducati Verona nasce nel 1999 e io ci sono da allora. Venivo dal mondo dei concessionari auto: mio padre aveva diverse concessionarie in Trentino e lo aiutavo nel suo lavoro, poi è arrivata l'opportunità su Verona. Dopo anni di mandati multimarca, soprattutto con Kawasaki e Suzuki, siamo passati a rappresentare Ducati, per una questione di messaggio e ottimizzazione.»
Com'è cambiato il vostro modo di lavorare negli ultimi anni?
«Per noi la svolta è stata lasciare la dimensione multimarca e dedicarci unicamente a Ducati. Il vantaggio non è solo nel valore del brand o nel fatturato che genera, ma anche nella semplicità del linguaggio: ora ne abbiamo uno solo, ed è quello più affine a chi sono io e alle persone che lavorano con me. Ci permette di essere meno dispersivi e più precisi con i clienti.»
Qual è la sfida maggiore per un concessionario moto nel 2026?
«Rimanere solidi. Il mercato si è compattato e sono arrivati nuovi player, capaci di intercettare tempestivamente alcune tendenze, mentre i marchi europei stanno affrontando questa evoluzione con tempi e approcci differenti. E c’è una rapidità che prima non esisteva: la moto la vogliono subito, quindi, devi essere capitalizzato e avere la merce in casa.»
Cosa significa per voi far parte di AICMOTO?
«Per me il vero plus di esserne parte è la possibilità di confrontarmi con persone che hanno competenze diverse dalle mie. I miei problemi non sono più nuovi di quelli degli altri, magari qualcuno li ha già affrontati. E poi l'accesso a fornitori qualificati che conoscono davvero il settore, potendo anche contare su vantaggi concreti grazie alle convenzioni stipulate da AICMOTO.»
Un consiglio per chi si affaccia oggi a questo mestiere?
«Essere solidi e non fare il passo più lungo della gamba. E poi, essere molto preparati sull’aspetto manageriale e la gestione finanziaria: vedo spesso colleghi appassionati ma poco avvezzi al gestire i conti...»
Nelle prossime uscite daremo voce agli altri soci fondatori. Se sei un concessionario moto e non sei ancora socio AICMOTO, questo è il momento di associarsi e scrivere con noi le prossime pagine della tua storia.