Mercato Moto Luglio 2026, AICMOTO: «Cambiano i numeri, cambiano i motociclisti - e i concessionari si preoccupano»

07/08/2026
Aicmoto commento dati luglio

I dati di luglio diffusi da Confindustria ANCMA fotografano un mercato a due velocità: moto in calo per la prima volta nel 2026 (-6,51%), scooter ancora in doppia cifra (+11,41%). Per AICMOTO, l'Associazione Italiana dei Concessionari Moto, il punto non è però la fotografia di un mese, ma ciò che quella fotografia rivela: negli ultimi anni non sono cambiati soltanto i volumi, è cambiato il cliente. Sono cambiati i motociclisti, ed è cambiato anche chi guida uno scooter. E c'è un dato che i concessionari non vogliono nascondere: la preoccupazione. 

«I numeri di luglio raccontano un mercato più complesso di come viene spesso rappresentato – osserva Pier Francesco Caliari, Direttore Generale AICMOTO –. La prima battuta d'arresto delle moto dopo mesi di crescita non è un semplice assestamento: è un segnale che impone domande vere. Chi entra oggi in un salone non è più il cliente di dieci anni fa. Il motociclista ha spostato le sue scelte verso l'adventure e il crossover, ha abbandonato interi segmenti che davamo per intoccabili, e lo scooterista ha smesso da tempo di essere l'utente urbano che il racconto comune continua a descrivere. Il compito di chi vende, ogni giorno, è leggere questi cambiamenti per quello che sono, con lucidità e senza illusioni». 

Dietro l'analisi c'è un allarme che AICMOTO sceglie di non addolcire. «Se il segmento moto proseguirà su questa tendenza, il rischio è concreto e serio - aggiunge Caliari. Continuare a raccontare il mercato scooter solo come un fenomeno di mobilità urbana significa non voler vedere il problema. I concessionari lo vedono ogni giorno, ed è il momento di dirlo con chiarezza: è giunta l’ora per pensare a nuove strategie, ad ogni livello della filiera - case costruttrici comprese. Essere ottimisti a ogni costo non aiuta nessuno». 

Che il motociclista sia cambiato lo dicono le classifiche cumulate delle moto “pure”: in testa non ci sono più da tempo sportive e naked, ma le adventure, con l'Honda Africa Twin davanti alla BMW R 1300 GS e alla Honda Transalp, e con la CFMoto 450MT ormai stabile nella top ten. È un pubblico che cerca versatilità, viaggio, uso quotidiano più che prestazione fine a sé stessa. Sul fronte opposto, la scomparsa di interi segmenti racconta scelte che si sono spostate altrove.

Ancor più chiaramente emerge che a cambiare sia stato anche l’utente degli scooter. Nella classifica mensile complessiva la prima moto compare solo al 23° posto, mentre la top ten è occupata da mezzi come SH 350, Zontes ZT368T-G, X-ADV 750 e Vespa GTS 310: cilindrate medio-alte che con la sola mobilità di centro città hanno poco a che vedere.

«Il mercato cresce, ma la torta più grande è divisa tra molti più commensali - commenta Stefano Buscaroli, socio fondatore di AICMOTO e a capo del Gruppo BuscaroliI concessionari dei marchi storici oggi vendono meno e subiscono la concorrenza di una rete allargata e dei nuovi player cinesi. Il fattore di vera tensione, però, sono le case tradizionali: usando l'alibi di un mercato in aumento scaricano sulla rete volumi che non vogliono cedere ai concorrenti, riempiono i magazzini e mettono sotto pressione i concessionari. Il rischio concreto è che si arrivi a giacenze, invenduto e svalutazione dei magazzini. E l'esperienza insegna che, quando si arriva a queste situazioni, il mercato poi cede all'improvviso» 

I ciclomotori rimangono un capitolo molto delicato: -9,22% a luglio, con un cumulato ancora positivo (+9,21%) ma trainato quasi interamente dal Piaggio Liberty 50, un dato verosimilmente condizionato dalle commesse alle aziende. Scorporare vendite ai privati e forniture di flotta restituirebbe probabilmente una fotografia meno rassicurante del comparto entry-level, e confermerebbe che anche il cliente dei cinquantini, è cambiato, rivolgendosi ad altre tipologie di prodotto.

L'Italia resta il primo mercato europeo delle due ruote a motore, con il 35% delle immatricolazioni continentali nel primo semestre. Un primato che oggi non va dato per scontato: si difende conoscendo il cliente che si ha davanti, guardando i numeri senza filtri e avendo il coraggio di dire, quando serve, che il mercato, specialmente quello delle moto, preoccupa.