I Motociclisti stanno cambiando: il commento di AICMOTO al mercato di Aprile 2026

08/05/2026
Aicmoto commento dati aprile

Il mercato moto in Italia ad aprile chiude con 44.359 immatricolazioni e un +14,82% sul 2025, portando il cumulato del primo quadrimestre a 129.160 unità (+14,80%). Quattro mesi consecutivi di segno positivo, con una traiettoria che consolida i risultati già segnati a marzo (+22,31%), febbraio (+10,21%) e gennaio (+6,57%). Un risultato che invita all'ottimismo, ma che va letto con la dovuta cautela: la base di confronto di aprile 2025 era penalizzata dai rimbalzi tecnici legati alla fine dell'omologazione Euro 5, il che gonfia parzialmente la crescita percentuale. I numeri sono comunque solidi, ma la vera notizia è altrove.

DUE RUOTE, DUE MERCATI

Il dato che più colpisce non è la crescita complessiva, ma la frattura interna al mercato. Gli scooter segnano un +23,25% ad aprile e un +17,60% nel quadrimestre. Le moto crescono del +3,65% nel mese e del +10,41% nel cumulato. Una forbice che non è congiunturale: gli scooter rappresentano oggi il 58% del mercato totale, contro il 52% di soli due anni fa. È uno spostamento strutturale, non un'oscillazione stagionale, e il trend non mostra segnali di inversione.

«Il mercato delle due ruote si sta spaccando in due», commenta il Direttore Generale di AICMOTO Pier Francesco Caliari. «Gli scooter volano, le moto tengono ma faticano. E dentro il mondo moto, a crescere sono i segmenti adventure e crossover: le sportive sono quasi sparite dai radar, le stradali reggono appena. Il consumatore sta cercando qualcosa di diverso rispetto a dieci anni fa. Non è una crisi della moto: è una trasformazione profonda di chi la moto la sceglie, e del perché lo fa».

UNA TRASFORMAZIONE CULTURALE PRIMA CHE COMMERCIALE

La chiave di lettura che emerge dall'analisi di AICMOTO è culturale prima ancora che commerciale. Il mercato si muove verso la funzionalità e l'ottimizzazione dell'investimento: in questo senso, lo scooter è comodo in città, ma oggi modelli crossover chiudono il gap con la moto tradizionale, offrendo prestazioni su strada e nel weekend senza rinunciare alla praticità urbana. Contemporaneamente, la moto adventure conquista chi vuole fare tutto con un solo mezzo, e vanno diffondendosi anche tra i motociclisti più esperti innovazioni, come il cambio automatico, un tempo considerate impensabili nel settore.

«C'è molta più razionalità nella passione», osserva il Presidente di AICMOTO, Attilio Pogliani. «Il cliente non compra più con la pancia. Si chiede: quanto lo uso? Dove lo uso? Quanto mi costa gestirlo? Sono domande nuove per un mercato che per decenni ha funzionato sull'identità e sull'emozione. I motociclisti stanno cambiando, e il mercato lo sta registrando con precisione».

I BRAND CINESI: DA ECCEZIONE A STRUTTURA

Un segnale ulteriore di questa trasformazione viene dalla classifica dei modelli. CFMoto 450MT è sesta nel cumulato moto con 862 unità. Voge piazza tre modelli tra i primi sedici e con i suoi Sfida occupa il sesto e nono posto ad aprile nell'assoluta. Nel cumulato scooter, Zontes ZT368T-G è sesta con 2.231 unità e Voge Sfida SR16 200 entra in top 10 con 1.989. I brand cinesi non sono più una sorpresa o un fenomeno di nicchia: sono parte strutturale e crescente del mercato italiano delle due ruote, e competono direttamente con marchi europei e giapponesi consolidati. Il loro successo non è solo una questione di prezzo: è anche una risposta precisa alla domanda di versatilità e rapporto qualità-valore che il nuovo motociclista esprime.