Stock, demo e impatto Euro 5+: cosa succede davvero nei saloni dei concessionari

30/01/2026
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I dati ufficiali sull’andamento del mercato motociclistico sono uno strumento importante, ma non sempre riescono a raccontare ciò che accade realmente all’interno delle concessionarie. Per questo AICMOTO ha promosso un’indagine indipendente, coinvolgendo direttamente i dealer, con l’obiettivo di osservare il mercato da un punto di vista operativo e quotidiano.

L’analisi si concentra su tre aspetti spesso poco visibili nelle statistiche tradizionali: lo stock di moto Euro 5 già immatricolatel’utilizzo dei veicoli demola gestione dell’usato, in un contesto fortemente influenzato dall’entrata in vigore della normativa Euro 5+.

Stock Euro 5: una situazione eterogenea, ma non marginale

Alla domanda se, al 31 dicembre 2024, fossero presenti in stock moto Euro 5 già immatricolate nel corso dell’anno, quasi tre quarti dei concessionari intervistati ha risposto affermativamente - una netta maggioranza.

Un dato che conferma come il tema dello stock “anticipato” non sia un’eccezione, ma una realtà diffusa, legata a dinamiche di fine serie, strategie commerciali e necessità di adeguamento normativo.

Analizzando più nel dettaglio le quantità ancora presenti oggi in salone, emerge un quadro molto frammentato, con solo il 47% degli intervistati che dichiara di non avere più alcuna moto Euro 5 immatricolata nel 2024. La restante quota, più della metà, presenta dati relativi alle moto ancora invendute piuttosto diversi tra loro.

Questo significa che, accanto a concessionari che sono riusciti a smaltire rapidamente lo stock, esiste una quota non trascurabile che si trova ancora a gestire numeri rilevanti, con impatti diretti su liquidità, marginalità e pianificazione commerciale.

Veicoli demo: uno strumento diffuso, ma con livelli di impegno molto diversi

Un altro elemento chiave dell’indagine riguarda i veicoli demo, oggi sempre più centrali nelle strategie di vendita e di relazione con il cliente. Dai dati emerge che il 76% dei concessionari intervistati dichiara di avere moto demo immatricolate a supporto dell’attività di vendita.

Il veicolo demo si consolida come importante strumento di vendita, ma il dettaglio del risultato racconta un settore a due velocità: da un lato concessionari che investono in modo strutturato sull’esperienza diretta del cliente, dall’altro realtà che, per dimensioni, risorse o vincoli operativi, faticano a sostenere questo tipo di attività.

Usato: il pilastro silenzioso del business

Quando si passa alla gestione dell’usato, il quadro diventa ancora più chiaro. Il 65% dei rispondenti gestisce uno stock fino a 50 veicoli usati, mentre una quota più ridotta opera su volumi superiori. Solo una quota residuale non tratta l’usato, confermando come l’usato rappresenti per molti concessionari una leva fondamentale di equilibrio economico, soprattutto in una fase di mercato complessa e in presenza di forti pressioni normative sul nuovo.

Un’associazione che ascolta (e un settore che vuole partecipare)

L’indagine si chiude con due segnali particolarmente significativi. Alla domanda sulla disponibilità a partecipare a future indagini AICMOTO, il 96% dei concessionari ha risposto positivamente, dimostrando un forte desiderio di confronto e rappresentanza.

Cosa ci dicono questi dati

Questa indagine conferma la necessità di affiancare ai dati ufficiali una lettura più aderente alla realtà operativa dei concessionari. Stock, demo e usato non sono variabili secondarie, ma fattori determinanti per la sostenibilità economica delle imprese e per la salute complessiva del mercato motociclistico.

AICMOTO continuerà a svolgere il proprio ruolo di ascolto, analisi e rappresentanza, affinché le politiche di settore e le scelte normative tengano conto non solo dei numeri, ma anche delle condizioni reali in cui operano ogni giorno i concessionari italiani.

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