Aumenti e riflessi sul mercato: cosa cambia nel 2026 per i motociclisti italiani

Il 2026 si apre con una serie di interventi normativi e tariffari che incidono in modo diretto sul costo di utilizzo delle due ruote in Italia. Alcune misure introducono agevolazioni puntuali, altre determinano aumenti significativi che, nel loro insieme, rischiano di raffreddare la propensione all’acquisto e di penalizzare la mobilità motociclistica.
Come AICMOTO riteniamo doveroso fornire agli appartenenti al settore una sintesi chiara dei principali cambiamenti, evidenziandone gli effetti reali sul mercato.
1. Carburanti: vantaggio diretto per le due ruote, ma effetto indiretto sui consumi
La rimodulazione delle accise ha portato a un’inversione storica: il gasolio supera la benzina. Per moto e scooter questo si traduce in un costo di rifornimento mediamente inferiore rispetto al 2025.
Tuttavia, l’aumento dei costi per il trasporto merci rischia di riflettersi sui prezzi al consumo, con un impatto indiretto sul potere d’acquisto delle famiglie. Un beneficio parziale, quindi, che non va letto in modo isolato.
2. Assicurazioni: forte rincaro sulla polizza infortuni conducente
La RC obbligatoria non subisce variazioni, ma la polizza infortuni conducente – copertura spesso scelta dai motociclisti per una tutela completa – è colpita da un aumento fiscale rilevante: l’aliquota passa dal 2,5% al 12,5%.
L’effetto pratico è un incremento sensibile del premio, che potrebbe spingere molti utenti delle due ruote a rinunciare a una copertura importante per la sicurezza personale.
3. Bollo: esenzioni mirate e nuove rigidità
È confermata l'esenzione totale dal pagamento del bollo per i contribuenti con reddito annuo inferiore a 8.000 euro, e vi è la conferma delle agevolazioni per i veicoli elettrici e ibridi.
Una novità critica: dal 2026 anche i veicoli sottoposti a fermo amministrativo saranno tenuti al pagamento del bollo. Una misura che colpisce situazioni già fragili e che rischia di trasformarsi in un ulteriore deterrente alla regolarizzazione del parco circolante.
4. Multe e cartelle: più tempo, nessuna riduzione
La cosiddetta “rottamazione quinquies” consente una rateizzazione fino a 9 anni anche per le sanzioni stradali iscritte a ruolo.
Non si tratta di un condono, ma di una dilazione dei pagamenti, che alleggerisce la pressione finanziaria senza intervenire sul debito complessivo.
5. Controlli stradali: più tecnologia, ma incertezza normativa
Restano aperte le criticità legate all’omologazione degli autovelox, mentre prende forma il sistema Navigard, con controllo della velocità media, monitoraggio dei mezzi pesanti e integrazione futura con sistemi di comunicazione veicolo-infrastruttura.
Un’evoluzione tecnologica importante, che tuttavia richiede chiarezza normativa e trasparenza, per evitare un clima di sfiducia tra gli utenti della strada - indipendentemente dal numero di ruote.
6. Pedaggi autostradali: rincari fino al 15%
Gli aumenti sui pedaggi rappresentano uno dei punti più critici del 2026. L’Italia si conferma tra i Paesi con i costi autostradali più elevati in Europa, spesso a fronte di servizi e manutenzione percepiti come insufficienti.
Per chi utilizza la moto anche per turismo o lavoro, il rincaro incide direttamente sulla frequenza d’uso e sulla scelta del mezzo.
7. Area B Milano: incertezza che frena il mercato
Un tema di cui AICMOTO si è già occupata nei mesi passati: dal 1° ottobre 2026 è previsto (salvo nuovi rinvii) il divieto di circolazione per moto e scooter Euro 0, 1 e 2 all'interno dell'Area B milanese. L’incertezza normativa, protratta negli anni, ha già prodotto un effetto concreto nel contesto del capoluogo lombardo: blocca le decisioni di acquisto e svaluta l’usato, penalizzando clienti e concessionari.
8. Incentivi elettrico: forse l’ultimo anno
Il rifinanziamento dell’Ecobonus per le due ruote elettriche è confermato per il 2026, ma non sono previste risorse per il 2027.
Questo rende il prossimo anno potenzialmente l’ultima finestra di incentivo, con il rischio di un brusco arresto del mercato elettrico se non verrà garantita continuità.
Letti nel loro insieme, questi interventi delineano uno scenario in cui il costo complessivo di utilizzo della moto tende ad aumentare, la certezza normativa diminuisce e il rischio di disincentivare nuovi ingressi nel mercato diventa concreto.
AICMOTO continuerà a rappresentare con responsabilità il settore, affinché le scelte normative non penalizzino la mobilità su due ruote e il suo ruolo economico e sociale. Un equilibrio necessario per tutelare utenti, mercato e futuro del comparto.